Yara Gambirasio “è stata uccisa subito dopo la scomparsa, nell’arco di qualche ora. E c’é alta probabilità che sia morta nel luogo dove è stata trovata”. Lo ha detto il procuratore capo di Bergamo, Massimo Meroni, stamattina durante una conferenza stampa in Procura. Non si sa se la tredicenne “sia stata ferita lì”.
È stato effettuato il sopralluogo della polizia e dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo nel campo di Chignolo d’Isola (Bergamo) dove è stato ritrovato il cadavere di Yara Gambirasio, per prelevare campioni di essenze arboree e di polline. Secondo le indiscrezioni, durante l’autopsia, sono state
rilevate sul corpo di Yara tracce di terra e arbusti. Di conseguenza sono stati necessari nuovi rilievi nel campo del ritrovamento per effettuare il confronto con quelli ritrovati sul cadavere.
“Yara è nel cantiere di Mapello. Ho paura”. È il testo del messaggio contenuto in una lettera anonima recapitata questa mattina alla redazione del quotidiano l’Eco di Bergamo, che è stata subito consegnata alla polizia. Gli agenti della scientifica hanno provveduto anche alla rilevazione delle impronte digitali. Sulla busta c’era solo il timbro Milano Borromeo del 7 gennaio.
“Noi desideriamo solo, immensamente, che nostra figlia faccia ritorno nel suo mondo, nel suo paese, nella sua casa, nelle braccia dei suoi cari. Noi imploriamo la pietà di quelle persone che trattengono Yara” – è uno dei passaggi dell’appello lanciato da Fulvio e Maura Gambirasio, genitori di Yara, a distanza di 32 giorni dalla scomparsa della figlia da Brembate Sopra.
Proseguono le ricerche per ritrovare Yara. Oggi i carabinieri hanno setacciato un cantiere di Mapello, nelle vicinanze di Brembate Sopra, avvalendosi dell’ausilio del georadar, un sistema in grado di riscontrare le anomalie nella composizione del cemento per escludere che la piccola Yara sia stata uccisa e seppellita.
Le indagini presso il cantiere non hanno dato risultati positivi così i carabinieri si sono concentrati su un campo di mais nelle vicinanze.
Tornerà libero nelle prossime ore Mohamed Fikri, il marocchino di 22 anni fermato nell’ambito dell’inchiesta per la scomparsa della 13enne Yara Gambirasio. Il gip bergamasco Vincenza Maccora ne ha disposto la scarcerazione perché non ci sarebbero gravi indizi di colpevolezza, convalidando, tuttavia, il fermo eseguito sabato scorso.
È in corso nel carcere di Bergamo l’udienza di convalida del fermo di Mohammed Fikri, il marocchino fermato sabato scorso – a bordo di una nave diretta in Marocco – con l’accusa di sequestro di persona e omicidio volontario nell’ambito delle indagini sulla scomparsa di Yara Gambirasio. Intanto il gip, Vincenza Maccora, ha fatto sapere che si pronuncerà in merito alla convalida del fermo non prima della giornata di domani.
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