Proprio pochi giorni fa sono arrivate nuove restrizioni per Michele Misseri. L’imputato dell’omicidio di Sarah Scazzi, accusato di soppressione del cadavere, non potrà più presentarsi in televisione o trasgredire gli orari dell’obbligo di permanenza.
Questo però non impedirà a Michele Misseri di presentarsi al nuovo show di Checco Zalone. Il comico pugliese il 2 e il 9 dicembre sarà su Canale 5 con il suo Resto Umile World Tour. Si tratta dello spettacolo comico che il grande Zalone ha portato in giro per l’Italia in quest’estate riscuotendo un ottimo successo.
Si attende con ansia il processo sull’omicidio di Sarah Scazzi che prenderà il via nel mese di gennaio. Sono stati rinviati a giudizio i dieci imputati per l’omicidio di Sarah Scazzi, tra cui ritroviamo anche Michele Misseri, accusato insieme al nipote e al fratello di soppressione di cadavere.
In poche parole Misseri avrebbe buttato il corpo di Sarah ormai senza vita in un pozzo vicino le terre di Avetrana. Ora però per Michele Misseri ci sono delle nuove restrizioni emanate dal giudice a causa di una violazione dell’orario sull’obbligo di presentazione davanti alla polizia giudiziaria, ma soprattutto a causa di una giustificazione falsa dichiarata proprio ai carabinieri.
Altri due arresti nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa il 26 agosto 2010. Stamattina i carabinieri del comando provinciale di Taranto hanno arrestato Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele Misseri, il contadino di Avetrana che ha confessato il delitto chiamando in correità la figlia Sabrina.
Con due lettere inviate alle figlie la vigilia di Natale Michele Misseri cambierebbe di nuovo la versione sull’omicidio di Sarah Scazzi: il contenuto della lettera inviata alla secondogenita Sabrina scagionerebbe, infatti, la figlia dall’omicidio della cugina.
“Era ossessionata dalla gelosia” per Ivano. Il tribunale del riesame di Taranto, nell’ordinanza di 54 pagine con cui ha deciso che Sabrina Misseri deve restare in carcere, ha acquisito anche l’interrogatorio del 5 novembre scorso, quello in cui Michele Misseri addossa tutta la responsabilità sulla figlia. Dunque secondo i giudici il contadino di Avetrana è credibile quando dice che è stata sua figlia Sabrina, da sola, ad uccidere la cugina Sarah Scazzi. “Le differenti versioni non sono sintomatiche di inattendibilità – scrivono i giudici – bensì espressione del travaglio necessario per giungere, riferendo la verità dei fatti, ad abdicare all’impegno assunto con la figlia di tenerla immune da ogni responsabilità”.
Sarah Scazzi è stata strangolata con una cintura, del diametro di 2,5 centimetri. È quanto ha stabilito il medico legale Luigi Strada. Il medico legale ha consegnato oggi la perizia (in tutto 12 pagine), corredata da foto, che è stata depositata dalla Procura, questa mattina, durante l’udienza del Tribunale del riesame di Taranto per il ricorso sulla scarcerazione di Sabrina Misseri.
Il gip del tribunale di Taranto Martino Rosati ha respinto la richiesta di perizia psichiatrica in sede di incidente probatorio avanzata da Daniele Galoppa, l’avvocato del contadino di Avetrana. Secondo il gip non ci sono i presupposti giuridici per sospettare che Michele Misseri non sia capace di intendere e di volere. La richiesta era stata depositata dall’avvocato l’11 ottobre scorso, quattro giorni dopo che Misseri si era addossato tutte le responsabilità dell’omicidio della nipote Sarah Scazzi e prima che lo stesso reo confesso chiamasse in correità la figlia Sabrina come complice dell’omicidio.
I riflettori adesso sono puntati su Valentina Misseri, l’altra figlia di Michele Misseri, reo confesso dell’omicidio della nipote Sarah Scazzi e principale accusatore della figlia, Sabrina Misseri. Per due volte, in questi giorni, è andata a trovare il padre in carcere a Taranto.
L’altro ieri, dopo il secondo incontro con il padre, ha deciso di rompere il silenzio: “Ho delle rivelazioni clamorose – ha detto Valentina – che devo riferire al colonnello Russo e ai magistrati”. In più, durante il lungo colloquio con il padre, la ragazza gli avrebbe anche consigliato di lasciare stare la difesa d’ufficio e di nominare invece un avvocato di fiducia.
“Tanto lo sapevo”. È stato questo il commentato di Sabrina Misseri al termine dell’interrogatorio, quando le hanno detto che l’avrebbero portata in cella la sera del 15 ottobre. E in prigione ci resterà. Così ha deciso il gip Martino Rosati, che ha confermato il carcere per la ventiduenne. Nell’ordinanza il gip ricostruisce tutto ciò che è avvenuto dal 26 agosto al 21 ottobre. Dalle dichiarazioni di Misseri (183 pagine di verbale) reputate “ampiamente credibili” alla ricostruzione dell’ora del delitto al movente: “Probabilmente le aveva rivelato le molestie dello zio Michele e poi le stava distogliendo l’attenzione di Ivano Russo per il quale aveva un’ossessione”. Il gip parla dei comportamenti poco credibili di Sabrina e dei tentativi di depistaggio: dall’sms che sembrerebbe inviato da Sarah Scazzi al tentativo di adombrare sospetti sul padre della quindicenne di Avetrana.
Stamattina i carabinieri sono tornati in casa Misseri per una perquisizione. Con loro, nell’appartamento di via Deledda ad Avetrana, ci sono Cosima e Valentina: i cinque uomini, secondo indiscrezioni, stanno cercando un mazzo di chiavi, che forse appartenevano a Sarah. Intanto Cosima Misseri, madre di Sabrina e moglie di Michele, zio di Sarah e reo confesso dell’omicidio della nipote, in mattinata, sempre secondo indiscrezioni, starebbe tornando alla stazione dei carabinieri di Avetrana per essere ascoltata di nuovo. La donna, infatti, è stata sentita già l’altro ieri, ma ci sarebbero troppi “non ricordo” nella ricostruzione da lei fornita su quanto avvenuto quel pomeriggio di agosto.
Il gip ha convalidato il fermo per Sabrina Misseri e si è riservato 48 ore di tempo per decidere se emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere o se concedere gli arresti domiciliari: la ventiduenne – fermata venerdì scorso – è accusata di concorso nel sequestro e nell’omicidio della cugina Sarah Scazzi. Intanto Sabrina, sentita oggi per circa tre ore nel tribunale di Taranto, continua a negare ogni accusa a suo carico e ha confermato la sua versione dei fatti.
“Pena di morte per lo ‘zio’ animale”. Una frase, scritta su uno striscione davanti alla casa di Sarah Scazzi, parole che testimoniano lo sgomento della gente per la morte atroce di Sarah Scazzi, la ragazzina di Avetrana assassinata dallo zio il 26 agosto scorso. Alle dichiarazioni già fornite agli inquirenti da Michele Misseri, reo confesso dell’omicidio, adesso si aggiungono ancora particolari raccapriccianti, che emergono dalle ventidue pagine del verbale.
Ci sono voluti quarantadue giorni di ricerca, interrogatori, depistaggi, ma alla fine è crollato l’assassino di Sarah Scazzi: “L’ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta”. Così, ieri sera, dopo dodici ore di interrogatorio lo zio di Sarah Scazzi, Michele Misseri, ha confessato di aver ucciso la quindicenne sparita da Avetrana il 26 agosto scorso: nel primo pomeriggio, Sarah era uscita di casa per andare al mare con Sabrina, sua cugina e figlia di Misseri. Da quel momento, però, la quindicenne era sparita nel nulla. Fu proprio la cugina, Sabrina, a lanciare l’allarme, non vedendola arrivare.
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